
Sempre sul film di Gondry segnalo un'altra cosa: nel film Black si inventa un verbo "to swede" che vuole dire più o meno "rifare i film", infatti il film rifatto viene chiamato "sweden".
Sweden vuol dire Svezia in inglese, in Italia come avranno mai tradotto il verbo to swede? Con l'astuzia e l'intelligenza che li contriddistingue, i doppiatori italici hanno partorito "MAROCCARE".
No comment, anche sul razzismo insito...

Dalle pagine del Teatro dei vampiri e di Peeping Tom si alza, con inquietante sincronismo, un grido di denuncia verso i tanti, troppi festival, italiani. Nascono come funghi e, ovviamente, ci sarebbe da rallegrarsene se non fosse che il più delle volte sono iniziative marginali per risorse impiegate ma soprattutto per validità e spessore delle proposte. Festival che nascondono rapporti clientelari tra politica e cultura, con l'obiettivo di attirare sovvenzioni da enti locali e ministeri, di creare facile consenso più che stimoli culturali, di costituire una patinata vetrina per i politici di turno. E mentre certe manifestazioni "vampirizzano" risorse economiche e pubblico, altre che meriterebbero più attenzione, si barcamenano tra mille difficoltà animate solo dalla pura passione cinefila di tanti volontari pronti a mettere in gioco il proprio tempo e il proprio denaro.
Come dice il caro Conte Nebbia, bisogna cominciare a denunciare i singoli episodi, mettendo a nudo la pretestuosità di certe iniziative, esaltando invece il lavoro sincero e disinteressato di tante piccole realtà che lottano per emergere. Non stiamocene zitti e buoni mentre la banalità avanza !
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